Tap? Una storia di manager in affari con la ‘ndrangheta e casseforti offshore?

Sharing is caring!

Arrivano finalmente le prime notizie serie sulla Tap, quelle che in genere in ogni grande opera italiana spuntano tardi e poi tra prescrizione ecc. ecc. finiscono nel dimenticatoio. Non per me, le ricordo tutte le porcate fatte, per questo non credo più a nessun fantoccio politico che ci parla dallo schermo della nostra Tv, intervistato il più delle volte, da giornalisti servi, che da buon animali domestici quali sono, scodinzolano sempre al padrone che gli riempie la ciotola, anche quando quel padrone è lo stesso che li porta al macello.

Ecco quello che fin’ora è trapelato nell’inchiesta di Paolo Biondani e Leo Sisti pubblicata dall’Espresso: L’azienda che ha ideato il Tap si chiama Egl Produzione Italia, ma è controllata dal gruppo svizzero Axpo. Le carte, richieste dall’organizzazione Re:Common (un’associazione che si adopera per sottrarre al mercato e alla finanza il controllo delle risorse naturali), dimostrano che Egl ha ottenuto, nel 2004 e 2005, due finanziamenti europei a fondo perduto, per oltre tre milioni, utilizzati proprio per i progetti preliminari e gli studi di fattibilità del Tap. Gli ultimi fondi pubblici sono arrivati nel 2009. I ricercatori avevano chiesto altri atti, ma la Commissione li ha negati «per rispettare segreti industriali, sicurezza e privacy» delle multinazionali interessate.

In questa Egl, la società-madre del Tap, anche l’amministratore delegato è un cittadino svizzero: Raffaele Tognacca, un manager che in Italia ha lavorato anche con il gruppo Erg. Tornato in Svizzera, ha lanciato la finanziaria Viva Transfer. Che un’indagine antimafia ha additato come una lavanderia di soldi sporchi. Intervistato dalla tv svizzera italiana, il pm Michele Prestipino descrisse la vicenda come «un caso esemplare di riciclaggio internazionale di denaro mafioso».

Nel 2014 la Guardia di Finanza scopre un presunto clan di narcotrafficanti collegati alla ’ndrangheta. Il gruppo, capeggiato dal calabrese Cosimo Tassone, è accusato di aver importato oltre mezza tonnellata di cocaina. E viene intercettato mentre deve versare un milione e mezzo di euro ai narcos sudamericani. I calabresi reclutano un promotore toscano e i suoi due figli, che accettano di «portare quei soldi in contanti, dentro due trolley, a Lugano, nella sede della Viva Transfer», come confermano le confessioni degli stessi corrieri poi arrestati. A ricevere i pacchi di banconote è «Raffaele Tognacca in persona». Proprio il manager che ha tenuto a battesimo il Tap.

Tra sudamericani e calabresi scoppia anche una lite: i narcos hanno ricevuto mezzo milione in meno. Tassone sospetta dei corrieri toscani: «Gli spacco la testa!». Un figlio del promotore viene sequestrato in Brasile. Finché il clan si convince che è Tognacca ad aver incamerato una parcella di oltre 400 mila euro («il 35 per cento!»). Quindi scattano gli arresti. Al processo, in corso a Roma, i pm hanno formulato una specifica accusa di riciclaggio. E hanno chiesto ai magistrati svizzeri di indagare sulla parte estera. Tognacca si è difeso pubblicamente dichiarando di «non essere stato oggetto di nessuna misura penale». Per i pm italiani il reato resta assodato. Ma i giudici elvetici potrebbero aver archiviato per «mancata prova del dolo»: Tognacca poteva non sapere che erano soldi di mafia. Magari mister Tap pensava di aiutare onesti evasori…

Dopo aver ottenuto i fondi europei, la Egl è stata cancellata e assorbita da Axpo. Questo spiega perchè oggi il gruppo svizzero è azionista della Tap Ag con l’inglese Bp, l’italiana Snam, la belga Fluxys, la spagnola Enagas e l’azera Az-tap.

Tap dal canto suo contesta l’accusa di “aver dietro i soldi della ndrangheta” e ha diffuso una nota in cui annuncia che “provvederà nelle prossime ore a sporgere querela contro gli autori dell’inchiesta, riservandosi la facoltà di adire anche il tribunale civile per il risarcimento del gravissimo danno reputazionale, annunciando fin d’ora che esso sarà devoluto all’associazionismo antimafia”.

La mia parte intollerante

Sharing is caring!

I commenti sono chiusi.