STAMPA FRANCESE: LEGGE ELETTORALE SBAGLIATA, MA IL PD VUOLE VOTARE PRIMA DELLA ”MANOVRA GRECA”…

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“Non c’e’ tre senza quattro” potrebbe essere il precetto elettorale di questo anno 2017 in Europa: e’ la previsione del quotidiano economico francese “Les Echos”, secondo cui dopo la Francia, la Gran Bretagna e la Germania, anche l’Italia potrebbe essere chiamata alle urne nel prossimo autunno. La scadenza naturale delle elezioni parlamentari italiane, ricorda il corrispondente da Roma Olivier Tosseri, e’ nella primavera del 2018: ma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella non si opporrebbe ad uno scrutinio anticipato in caso di accordo tra i partiti su una nuova legge elettorale; si tratta di un vero e proprio serpente di mare della vita politica italiana, che da almeno dodici anni riappare e scompare alla ricerca di un sistema di voto che incontri il piu’ largo consenso possibile.

Ora sembra proprio che la soluzione stia per esser trovata: l’Italia sta cercando ispirazione nel modello della Germania, il cui sistema proporzionale con una soglia di sbarramento al 5 per cento dei suffragi sembra essere quello privilegiato dai partiti. In questo scenario, sarebbero quattro le formazioni politiche nel futuro Parlamento: il Partito democratico (Pd) di Matteo Renzi, Forza Italia di Silvio Berlusconi, la Lega nord di Matteo Salvini ed il Movimento 5 stelle (M5s) di Beppe Grillo.

Una nuova legge elettorale cosi’ concepita segnerebbe la fine del bipolarismo che ha caratterizzato la vita politica italiana dal 1993 ed anche del tripolarismo emerso negli ultimi tre anni; ed imporrebbe, proprio come in Germania, una “Grosse Koalition” che a Roma gia’ definiscono “governo Renzusconi”: i partiti dei due ex presidenti del Consiglio sarebbero infatti costretti a trovare un’intesa tra loro per impedire l’arrivo al potere del M5s, che d’altronde ha dato il suo accordo di principio al fine di andare al piu’ presto alle urne e capitalizzare la sua ascesa nei sondaggi. grillo ha persino proposto una data, il 10 settembre, mentre Renzi pensa al 24 settembre, in contemporanea con l’elezione del Bundestag tedesco.

Tuttavia l’esito, secondo la previsione del corrispondente di “Les Echos”, potrebbe essere piu’ simile a cio’ che e’ successo in Spagna: elezioni a ripetizione per oltre dieci mesi alla ricerca di una maggioranza di governo; tutto il contrario, commenta Tosseri, di quella stabilita’ di cui l’Italia e l’Unione Europea hanno imperativamente bisogno.

E d’altra parte, se davvero il “Renzusconi” avesse la maggioranza, la quota Berlusconi in questo governo sarebbe di minoranza. L’ex Cavaliere si troverebbe nella medesima scomoda e imbarazzante posizione oggi di Alfano, un utile complemento al Pd, utile solo finchè serve al Pd. Ma anche la tenuta interna dei due partiti che formerebbero il “Renzusconi” sarebbe ad altissimo rischio. L’italico vizio di abbandonare il partito che li ha fatti eleggere in Parlamento, sarebbe davvero miracoloso se non riaffiorasse nella condotta di molti onorevoli anche nella nuova legislatura.

Alla stampa economica francese, in buona sostanza, appare azzardato non tanto il ricorso alle urne in Italia, ma l’ennesimo pasticcio sulla legge elettorale, la quinta in ordine di tempo dal 1994 ad oggi. In tutta Europa non è mai accaduto nulla di simile. E per di più, con questa nuova legge sarà difficilissimo formare un esecutivo.

E la considerazione ultima riguarda i tempi delle nuove elezioni. Considerato il fatto che il Pd è al governo, l’urgenza di ricorrere alle urne da parte del Pd con la prospettiva di – nella migliore delle ipotesi – tornare a Palazzo Chigi con un “alleato” di gran lunga più scomodo dell’attuale Ncd di Alfano, si spiega solo con la necessità di evitare a tutti i costi di andare ad elezioni alla scadenza naturale di primavera 2018.

Quindi, la domanda a cui rispondere è: cosa accadrà in autunno-inverno 2017 in Italia di così grave per cui il Pd non vuole per nessun motivo essere a capo del governo, già sapendo ora che se accadesse – dopo – alle urne subirebbe una catastrofica sconfitta?

La risposta è semplice: la Commissione Ue imporrà all’Italia una “cura” simile a quella greca e per somministrarla agli italiani il Pd vuole che le elezioni siano già avvenute.

 

Fonte Qui

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