Processo Gotha: “Gelli? Anche da morto gestisce un enorme potere”

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di La mia parte intollerante

Il pentito delle cosche della Piana di Gioia Tauro, Cosimo Virgiglio, ha svelato i retroscena delle logge massoniche d’appartenenza (una delle poche volte che se ne parla, visto che i pentiti preferiscono non nominarle), e nelle sue dichiarazioni escono fuori i nomi di esponenti di primo piano della Chiesa, delle cosche e non solo! Tra i tanti nomi cita anche l’ex presidente della Roma, Franco Sensi, ed è proprio grazie a Sensi che “il ndranghetisa” viene “sacrato cavaliere” presso la chiesa di Sant’Anna, all’interno delle Mura del Vaticano.  (Franco Sensi all’epoca aveva in Calabria  un grande interesse, quello di sezionare i suoi depositi di idrocarburi sul porto di Vibo e portarseli su Gioia Tauro, dunque a contatto con questi personaggi)

Il pentito secondo le dichiarazioni rilasciate durante il processo Gotha è stato prima iniziato nel “Grande Oriente d’Italia” a Messina, in seguito è entrato nel “Rotary club” e poi nel “Sacro Sepolcro”, meglio conosciuto come “Ordine equestre del Sacro Sepolcro”.

 

Il pentito ha tirato in ballo anche Licio Gelli.

Secondo le dichiarazioni lui stesso ha avuto modo di conoscere Licio Gelli, verso la fine però Gelli non gestiva il grande gruppo che era passato nelle mani di Ugolini (ex ambasciatore della Repubblica di San Marino in Egitto, da tempo scomparso) il quale aveva in mano il  Sismi e il Sisde (servizio per le informazioni e la sicurezza democratica). 

Nonostante ciò Virgiglio ha voluto precisare che con Gelli oltre alla P2 e alle varie dicerie, oltre il dato di fatto che è morto, il suo potere occulto continua a gestire gran parte del paese.

Tra le varie dichiarazioni del pentito escono fuori dei legami con Vaticano, ma questo era già chiaro all’inizio. Il peggio è che c’è ancora chi crede in questo Belpaese, un paese malato fin dal nascere, un paese governato da sette segrete, poteri occulti che accomunano politica, religione, magistratura, finanza e criminalità, questi che si fanno la guerra in pubblico ma poi diventano “fratelli” nelle logge, questo riguarda tutto il paese! Non è solo la criminalità organizzata di una determina regione, è un’organizzazione nazionale che raggruppa tutti. Qui si tratta di liberare il paese dai poteri occulti, e non è scegliendo il prossimo burattino in giacca e cravatta al governo che saremo liberi.

La Mia Parte Intollerante

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