PROCEDURA DI CREAZIONE DELLA MONETA-DEBITO E SUA IMMISSIONE NEL SISTEMA

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1-Lo Stato ha bisogno di 100 milioni di euro per finanziare il proprio deficit di bilancio
2-Emette BOT o altri titoli di stato per 100 milioni di euro
3-La Banca Centrale li acquista (un tempo direttamente, dopo la riforma del 1992 interponendo le societa’ autorizzate di intermediazione) pagandoli con 100 milioni di euro emessi ad hoc a costo zero (in realta’ lo sconto e’, come dice la parola stessa, inferiore al 100% del valore nominale del titolo, ma fingiamo che sia totale per semplicita’).
4-La Banca Centrale e’ ora creditrice di 100 milioni senza aver speso alcunche’ o dato allo Stato alcunche’, se non impulsi elettrici e carta stampata
5- Poi la Banca Centrale vende ad altri (banche commerciali, fondi di investimento, risparmiatori, Banche Centrali straniere) questi 100 milioni di BOT e incamera il ricavato
6-Questi 100 milioni sono il suo guadagno da signoraggio, che non figura nel bilancio
7-In quanto ai BOT, via via che scadranno le rate di interessi e le date di rimborso del capitale, lo Stato dovra’ pagarli ai vari portatori con denaro perlopiu’ tolto ai cittadini sotto forma di tributi

8-Quindi, mentre il rapporto di credito cittadini-Stato di cui al punto 7 e’ effettivamente un rapporto di debito-credito interno al Paese (tranne che per quei titoli che sono stati venduti a stranieri), i 100 milioni di cui al punto 6 sono il valore che i banchieri centrali hanno sottratto al popolo e tengono per se’ in cambio di nulla
9-Inoltre, poiche’ lo Stato avra’ bisogno di ulteriori erogazioni di denaro per pagare gli interessi sui titoli del debito pubblico, essi lucreranno anche su questo
10-Ancora, poiche’ il guadagno da signoraggio solo in parte viene reimmesso nel circuito produttivo industriale nazionale, il paese dovra’ indebitarsi ulteriormente verso la Banca Centrale per pagare i titoli del debito pubblico alla scadenza
11-I questo modo molti paesi occidentali hanno avuto una crescita esponenziale del debito pubblico e ora soffrono di una pressione fiscale intorno al 50% (che scoraggia gli investimenti e il lavoro,
inducendo recessione o stagnazione), mentre gli Stati devono destinare quote ampie e crescenti del bilancio pubblico al pagamento di debito e interessi, rinunciando alle spese infrastrutturali, sociali ecc., nonostante abbiano un bilancio attivo, al netto degli interessi passivi sul bilancio pubblico
12-Il risultato e’ che la gente finisce per vivere male lavorando sempre piu’ per pagare i profitti dei banchieri privati proprietari delle Banche Centrali
13-In prospettiva questa situazione tende ad aggravarsi : lo Stato dovra’ raccogliere sempre piu’ tasse per i banchieri e sempre meno spendera’ per la societa’ , mentre la crescente pressione fiscale spingera’ i prezzi al rincaro; e questo rincaro, mendacemente spacciato per inflazione da governi e ”autorita’ monetarie”, verra’ invocato per aggravare la tassazione e alzare i tassi di interesse al fine di ”combattere l’inflazione”

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