Perché le persone più intelligenti sono più felici con pochi amici?

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Si ritiene che il primo della classe sia un solitario, perché è un arrogante (so tutto io) o perché è socialmente imbarazzato, ma non è (necessariamente) il caso. Può essere perché lui o lei sia onestamente più felice senza l’incessante chiacchierio dei comuni mortali

Una nuova ricerca pubblicata dal British Journal of Psychology nel mese di febbraio, suggerisce che le persone più intelligenti possono essere più felici percorrendo la loro strada in gran parte da soli.

Analizzando le statistiche demografiche del sondaggio, parte della ricerca, si è riscontrato che (com’era prevedibile) le persone che vivono in aree con più persone per unità di superficie sono meno felici.

Ecco lo shock però: le persone intelligenti non sono così fortemente influenzate da questo fattore. In realtà, loro possono essere più felici anche vivendo nelle zone più dense basta non esagerare con interazioni sociali.

La ricerca recita:

“L’effetto della densità di popolazione sulla soddisfazione di vita, è stato doppio per le persone a basso IQ rispetto agli individui ad alto quoziente.

“I residenti delle zone rurali e nei paesi sono più felici di quelli nelle periferie, che a loro volta sono più felici di quelli del centro città”.

Continua:

“I nostri antenati hanno vissuto come cacciatori, raccoglitori ecc, in piccole bande formate da circa 150 individui. In tali impostazioni, avere frequenti contatti con gli amici per tutta la vita, era probabilmente necessario per la sopravvivenza e la riproduzione. Il quadro è cambiato quando i gruppi hanno iniziato a crescere: gli individui con un quoziente intellettivo più alto avevano meno bisogno di contare sul prossimo per problemi legati alla caccia o alla cura dei propri bambini. Riuscivano ad adattarsi al cambiamento senza dover far affidamento sugli amici. Riuscivano, insomma, a fare a meno degli altri”.

Quindi siamo istintivamente cablati per lavorare insieme e prosperare relativamente in piccole comunità.

Carol Graham, ricercatrice del Brookings Institution ha spiegato che potrebbe esserci anche una diversa interpretazione del fenomeno: anche lei è convinta che le persone più intelligenti siano meno disposte a passare del tempo con gli amici, ma questo perché esse sono focalizzate molto di più sui propri obiettivi e sul proprio lavoro. Non hanno, dunque, molto tempo da perdere.

La mia parte intollerante

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