Non importa chi vince: il programma di governo (della Troika?) è già deciso. Parola di Gentiloni

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di Lidia Undiemi Tratto da L’Antidiplomatico

In sostanza Gentiloni afferma che non importa chi vince, il programma di governo è già deciso, e probabilmente è quello scelto dalla Merkel/Troika (cosiddetta Europa per i radical chic/ignoranti/chissenefregatantomimantenetevoi).

‘Reduce dal faccia a faccia di più di un’ora con la Cancelliera Angela Merkel a Berlino, Gentiloni mostra tranquillità e fiducia: “L’Italia avrà un governo stabile, la coalizione di centro sinistra sarà il pilastro di questo governo e non c’è il rischio di governi populisti o anti europei”, scandisce il presidente del Consiglio’.

Da AGI

I sondaggisti sono concordi: dopo le elezioni del 4 marzo non ci sarà una maggioranza in grado di governare. Le ultime rilevazioni prima dello stop imposto dalla legge sulla par condicio parlano chiaro: a poco più di due settimane dal voto il futuro Parlamento rischia di non avere alcuna maggioranza politica. Ma il premier Paolo Gentiloni rassicura: l’Italia avrà un governo stabile e non populista.

Reduce dal faccia a faccia di più di un’ora con la Cancelliera Angela Merkel a Berlino, Gentiloni mostra tranquillità e fiducia: “L’Italia avrà un governo stabile, la coalizione di centro sinistra sarà il pilastro di questo governo e non c’è il rischio di governi populisti o anti europei”, scandisce il presidente del Consiglio, che invita a non prendere per oro colato i sondaggi: “Le soluzioni di governo non le danno i sondaggi”, spiega, “le daranno gli elettori il 4 marzo. La mia opinione è che l’unico pilastro possibile di una coalizione stabile e pro europea può essere la coalizione di centro sinistra. Dopo il voto, tuttavia, sarà il Presidente della Repubblica ad indirizzare. Credo comunque che l’Italia avrà un governo stabile e non caratterizzato da posizioni anti europee”, ribadisce.

Ma il quadro delineato dalle rilevazioni è tutt’altro che rassicurante: La Supermedia elaborata da YouTrend per Agi mostra infatti una situazione di fatto bloccata, con la coalizione di centrodestra in netto vantaggio ma non in grado, con il suo 36,7%, di raggiungere la maggioranza assoluta dei seggi. M5s non sembra essere stato penalizzato dallo scandalo dei rimborsi e rimane primo partito con il 28%, mentre il Pd conferma la sua debolezza, non andando oltre il 22,8%.

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