MARCO MORI – I moderati? Ci porteranno semplicemente alla catastrofe.

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La parola “moderazione” spesso ricorre in questi anni difficili e ha avuto ampio spazio anche nella recentissima campagna elettorale. La contrapposizione, palesemente creata a tavolino mediaticamente, tra fascisti ed antifascisti, serviva proprio a segnare una netta linea di confine tra moderati, ovvero gli europeisti, e i sedicenti estremisti antieuropeisti.

Serve moderazione, ci raccontano, per non spaventare gli elettori. Serve moderazione, ripetono, per affrontare la crisi economica e risolvere i problemi della sovrastruttura europea attraverso il dialogo con i nostri partners. Solo una persona moderata sarebbe infatti in grado, nell’immaginario creato artificiosamente, di andare a Bruxelles e ottenere qualche risultato degno di nota.

In nome della moderazione molti grandi partiti, in precedenza considerati estremisti, hanno modificato le proprie posizioni che così sono diventate sempre più morbide verso l’Europa, fino a diventare speculari a quelle viste in passato ad esempio con il PD. Solo un estremista oggi, questo è il messaggio che passa ogni giorno ed arriva ad una popolazione sempre più disorientata, parlerebbe di uscire dall’euro.

Non bisogna mettere in discussione la permanenza dell’Italia nella moneta unica, ma possiamo unicamente chiedere tavoli di confronto per cambiare qualche regola, questo è un comportamento responsabile, questo è un comportamento moderato. Altrettanto moderati bisogna essere a livello di politica interna, non si deve litigare con chi fino a cinque minuti fa appoggiava le misure lacrime e sangue di Mario Monti, perché con qualcuno occorre pur governare. Per arrivare alla maggioranza del Paese occorre essere moderati e dialogare con tutti, non importa quindi se le mani degli alleati sono sporche del sangue dei tanti italiani che si sono tolti la vita in forza dei provvedimenti di attuazione delle misure economiche di volta in volta chieste da Bruxelles.

Anzi per questi neo moderati, chi critica certe alleanze viene dipinto come un qualcuno che rema contro ed allontana il momento in cui il paese finalmente potrà uscire dalla crisi. Sempre in nome della moderazione si sono votati due Presidenti per Camera e Senato di grande dialogo e profondamente amici dell’Europa, che entrambi vedono come una necessitata casa comune. E se provate a chiedere perché almeno una delle due Camere non è stata affidata ad un euroscettico, ancora una volta la risposta chiama in causa la moderazione.

Nel frattempo che i moderati, “carini e coccolosi”, dibattono, Bruxelles tuona invocando per il nostro Paese le medesime ricette che hanno raso al suolo la Grecia ed il Fondo Monetario parla addirittura di necessità di taglio delle pensioni, altro che abolire la legge Fornero!

Peraltro ad un “estremista” come chi scrive non sfugge oggi, come non sfuggiva ieri, che la Fornero non è la causa della malattia, ma solo un suo sintomo. La sua riforma fu semplicemente la conseguenza obbligata della permanenza dell’Italia nella moneta unica. Dentro la moneta unica le tutele sociali guadagnate con secoli di battaglie non possono che evaporare una ad una. Sempre richiamando alla grande moderazione e al ben noto senso di responsabilità di tutti la soglia di povertà ha raggiunto, come abbiamo appreso anche dalle ultime notizie di stampa, il nuovo record storico. Il nostro Paese ha addirittura il record europeo per la popolazione a rischio esclusione sociale che raggiunge uno sconfortante 30%. Un Italiano su tre vive quotidianamente dunque la disperazione della povertà, un Italiano su tre non è una persona libera. Perché un povero, come ricordava anche Sandro Pertini, sarà certamente libero di imprecare, di bestemmiare, ma qui finisce la sua libertà.

Non è certamente questo il modello che la nostra Costituzione voleva per il nostro popolo, ma la nostra Costituzione evidentemente è troppo estremista. Non a caso moderate banche d’affari, come ad esempio JP Morgan, già da tempo, ne chiedono lo smantellamento, poiché troppo sbilanciata a favore dei lavoratori e troppo socialista.

In alcune città, vedi quanto accaduto a Genova, viene considerato “estremo” e dunque da sanzionare chi osa rovistare nella spazzatura. Non è un comportamento evidentemente consono per un moderato. Sempre nell’ambito della moderazione e della razionalità si annoverano i racconti sugli Stati che non hanno soldi propri, che devono tassare per avere il denaro da spendere ed ovviamente, visto che le tasse sono già troppo alte, occorre tagliare la spesa pubblica. Poco importa se anche lo stesso FMI ammise già anni fa che i tagli alla spesa peggiorarono la crisi greca poiché ogni euro di spesa in meno comporta una contrazione del PIL ampiamente superiore ad un euro. Poco importa anche che la moneta in realtà si crei dal nulla senza alcun vincolo e che dunque ne serva semplicemente la quantità giusta per far sì che tutta la popolazione possa lavorare dignitosamente e dunque così concorrere al progresso materiale o spirituale della società.

Tuttavia già rifiutarsi di tagliare la spesa sarebbe inaccettabile per un moderato, figuriamoci chiedere di aumentarla drasticamente: solo un estremista può ipotizzarlo. A proposito di estremisti, anche il già citato Pertini ci ricordava che quando un governo non fa ciò che vuole il popolo va in verità cacciato anche con le pietre ed i bastoni. Ma allora arriviamo a porci la fatidica domanda, la moderazione è in definitiva un valore o un difetto, una virtù o un vizio?

La moderazione intesa come pacatezza, attitudine al dialogo, senso della misura e dell’equilibrio e anche di riflessione prima di prendere le decisioni, è certamente compatibile con una situazione di democrazia perfetta, di benessere e diritti garantiti, dunque in una situazione di piena ed effettiva attuazione della reale uguaglianza economica e sociale prevista dalla Costituzione repubblicana. La moderazione invece è completamente inadeguata quando ci si trova proiettati fuori dagli schemi del vivere civile, quando si è al cospetto della violazione di diritti fondamentali, quando il tuo interlocutore risponde alla tua pacatezza e al tuo dialogo prendendoti letteralmente a pugni in faccia. Quando il tuo interlocutore è un criminale fuori dalle regole, la moderazione è semplicemente un atto di suprema imbecillità.

Il moderato a quel punto diventa unicamente un debole, che soccombe senza la minima reazione davanti al proprio carnefice. La Grecia è morta così, senza alcuna reazione. L’Italia grazie ai sovranisti moderati, che ormai purtroppo vanno messi allo stesso livello dei carnefici, seppur con l’attenuante di un’ingenua buona fede che in alcuni riconosco, si appresta a seguire il medesimo percorso. Il moderato a questo punto risponderà con il solito trito e ritrito mantra del “ma senza i numeri non si governa”.

E qui l’estremista, sommessamente, prova a ricordare che governare tanto per governare è ancora più inutile che stare all’opposizione.Alberto Bagnai cercava giorni fa, con il suo solito atteggiamento da indisponente che si pavoneggia, di sottolineare il fatto che la sua scelta di entrare “moderatamente” in Lega gli consentirà di essere nella stanza dei bottoni. Precisamente di essere, per usare le sue parole, rilevante. Io invece sarò irrilevante…

Certo forse lui sarà nella stanza dei bottoni, ma esserci con le mani legate, equivale a non esserci affatto. Anzi una differenza c’è, quando un domani il popolo chiederà il conto a chi sedeva nella stanza dei bottoni non accetterà come giustificazione un “avevo le mani legate”. Il Paese può tornare rilevante solo riscattando la propria sovranità senza chiedere il permesso a nessuno per farlo e combattendo, se necessario, con chiunque si opponga a tale legittima richiesta. La sovranità si può riscattare solo facendo capire al popolo cosa ci hanno fatto e chi sono gli estremisti che ci hanno ridotto in queste condizioni.

Al popolo vanno spiegate dunque, senza alcuna moderazione, le dinamiche di questa crisi economica, il funzionamento della moneta ed il perché ci vogliono disoccupati. Un partito al 20%, facendo un’opposizione feroce e mantenendo la rotta sull’exit unilaterale, ha un destino già scritto, essere maggioranza assoluta nel Paese alle successive elezioni.

Ecco perché disprezzo Lega e M5S addirittura più dei partiti dichiaratamente alleati al potere finanziario, perché con la loro moderazione hanno condannato il Paese, che così facendo non si libererà neppure tra cinque anni. E quando forse gli estremisti inizieranno a far paura la dittatura finanziaria sarà così radicata da poter riuscire ad obbligarci al silenzio con i consueti metodi visti nella storia ad opera delle grandi dittature.

Finirà male e la colpa sarà anche dei moderati. I “battipugnisti” ci pensino bene, continuando su questa strada si sporcheranno anche loro le mani con il sangue del popolo italiano.

Avv. Marco Mori, autore de “Il tramonto della democrazia, analisi giuridica della genesi di una dittatura europea”.

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