Macron: Se la Francia potesse votare voterebbe l’uscita dall’Europa (ammissione del presidente francese)

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In un’intervista alla BBC commentata da Zero Hedge, Macron afferma a sorpresa che un equivalente francese della Brexit avrebbe “probabilmente” condotto allo stesso esito: l’uscita dalla UE. La dichiarazione del leader francese suona particolarmente insolita in un momento in cui gli alfieri dell’establishment cercano di rassicurare che c’è “ripresa” e che i “populisti” sono in ritirata. Ma suona insolita anche per la spiegazione esatta e puntuale del problema: l’ipotetico voto per l’uscita dalla UE sarebbe l’espressione delle classi medie e delle classi lavoratrici che si oppongono a una globalizzazione fatta contro di loro.

di Zero Hedge, 

Quando lo scorso anno Marine Le Pen perse le elezioni presidenziali francesi, ed Emmanuel Macron vinse con ciò che sembrò una valanga di voti, l’establishment tirò un sospiro di sollievo, non solo perché la celebre euroscettica populista era stata battuta, ma anche perché sembrò che il vento fosse cambiato. Perciò, dopo un 2016 tumultuoso, il 2017 iniziò con un bel colpo a favore degli eurocrati non-eletti di Bruxelles. Dopotutto la gente si era espressa e aveva detto di volere più Europa (e più euro), non meno.

O forse no.

Il presidente francese ha scioccato tutti in Europa quando ha ammesso che gli elettori francesi voterebbero per uscire dalla UE se in Francia si tenesse un referendum del tipo “dentro o fuori” sull’appartenenza al blocco di paesi guidati da Bruxelles. Non sorprende che nessun altro paese UE abbia messo a rischio la propria appartenenza al blocco tramite un voto pubblico, dopo che la Gran Bretagna ha sorpreso gli altri paesi membri con un voto per l’uscita nel 2016, a dispetto di tutti i sondaggi che mostravano come un esito del genere fosse praticamente impossibile.

Durante un’intervista con il giornalista Andrew Marr della BBC, Emmanuel Macrom ha ammesso che potrebbe perdere un eventuale referendum francese sull’appartenenza alla UE. Interpellato sul voto della Brexit, il presidente ha candidamente detto a Marr:

Non sono io a dover giudicare o commentare le decisioni del vostro popolo“. Ma, ha aggiunto, “la mia interpretazione è che ci siano molti sconfitti della globalizzazione che hanno improvvisamente deciso che quest’ultima non fa più per loro“.

Marr ha poi insistito col presidente francese, che da molti è considerato come il nuovo leader della UE, chiedendogli se la decisione della Gran Bretagna sia stato un caso unico. Come citato dall’Express, il giornalista della BBC ha domandato: “Se la Francia avesse indetto lo stesso referendum, avrebbe avuto lo stesso risultato?

Macron ha risposto: “Sì, probabilmente, probabilmente. Sì. In un contesto simile. Ma abbiamo un contesto molto diverso in Francia“. Nonostante abbia specificato di non volerla fare facile: “Non farei alcuna scommessa, comunque – avrei dovuto combattere molto duramente per averla vinta“.

La mia idea è che le classi medie, le classi lavoratrici e i più anziani hanno deciso che ciò che è successo negli ultimi decenni non è andato a loro favore, e che gli aggiustamenti fatti all’interno della UE non erano a loro favore“.

Penso che l’organizzazione della UE sia andata troppo oltre con la libertà ma senza coesione, con la libertà dei mercati ma senza regole

Il leader francese ha poi sferrato un colpo a David Cameron per aver deciso di tenere un referendum con una semplice risposta sì/no sull’appartenenza alla UE, anziché chiedere come poter fare per migliorare la situazione.

via Voci dall’Estero

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