Londra, il giallo dei dossier spariti Dalla guerra nelle Falkland al mandato britannico della Palestina sino ai disordini in Ulster

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VITTORIO SABADIN

Migliaia di documenti riguardanti gli episodi più controversi della storia inglese del XX secolo sono stati prelevati dai National Archives su disposizione del governo, che li ha persi e non è in grado di restituirli. Molti file scottanti risultano introvabili, altri non sono stati riconsegnati con motivazioni bizzarre, come l’improvvisa presenza di amianto nelle loro pagine.

Può capitare che nel viaggio tra un archivio e un ministero qualcosa vada perduto, ma molti storici britannici sospettano che la scomparsa dei dossier non sia casuale. Il ministero dell’Interno e il Foreign Office starebbero cercando di mantenere il segreto su episodi imbarazzanti che in base al Freedom of Information Act dovrebbero invece essere oggi disponibili a tutti. Lo sospetta anche il giornale The Guardian, che ha ripetutamente sollecitato il governo a restituire il materiale, ottenendo risposte evasive.

Tra i documenti che risultano introvabili alcuni riguardano casi molto famosi, come l’assassinio dello scrittore bulgaro Georgi Markov, avvelenato con la punta di un ombrello sul ponte di Waterloo nel 1978, vicende storiche come la rivolta dei Mau Mau contro il dominio britannico in Kenya, o la falsa lettera del Comintern sovietico inviata al partito laburista alla vigilia delle elezioni del 1924. Altri dossier introvabili riguardano i test sul vaccino contro la poliomielite, i disordini in Irlanda del Nord, la guerra delle Falkland e il Mandato britannico della Palestina. Temi caldi ancora oggi, e difficili da smarrire anche nel più disordinato degli uffici.

I PRIMI TEST PERICOLOSI SUL VACCINO ANTI POLIO

Prima che Albert Sabin sviluppasse nel 1955 il vaccino contro la poliomielite usato ancora oggi, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna si sperimentava un vaccino anti polio messo a punto da Jonas Salk, oggi sospettato di avere causato infezioni in migliaia di bambini e provocato gravi patologie come il cancro al cervello. Per produrre il vaccino su scala industriale, i ceppi del virus della polio dovevano essere coltivati in tessuti animali e all’epoca si decise di utilizzare i reni delle scimmie Macaco Rhesus, ignorando che erano portatrici di un virus molto pericoloso, l’SV40. Nel 1961, l’autorevole rivista scientifica inglese The Lancet denunciò la presenza del virus nel vaccino di Salk, che era stato somministrato a milioni di bambini in tutto il mondo. Il dossier sparito a Londra potrebbe rivelare se e come le autorità britanniche abbiano cercato di nascondere i problemi causati dall’SV40 nei test condotti nel corso degli anni 50.

 

LE TESTIMONIANZE DELL’ECCIDIO DEI MAU MAU

Nel 1951, il gruppo etnico più numeroso del Kenya, i Kikuyu dell’Altopiano centrale, organizzarono una rivolta contro il dominio britannico nel Paese, ispirati dall’associazione politica che il leader Jomo Kenyatta aveva fondato nel 1920. La rivolta dei Mau Mau dilagò fino al 1957, quando il capo guerrigliero Dedan Kimathi venne catturato e giustiziato. I Mau Mau si resero responsabili di molte atrocità contro i coloni bianchi, massacrando donne e bambini. Ma gli inglesi non furono meno crudeli nella repressione, creando campi di concentramento nei quali morirono di malnutrizione, tifo, tubercolosi e dissenteria tra 20.000 e 100.000 persone. I Kyuyu venivano rastrellati e classificati in Bianchi, Grigi e Neri, a seconda della loro disponibilità a collaborare o della loro intransigenza. Ai registrati come Neri toccava la sorte peggiore. Una delle pagine più imbarazzanti e oscure del colonialismo britannico, che Londra vuole ancora tenere segreta.

 

L’OMBRELLO AVVELENATO CHE UCCISE MAVKOV

Il 7 settembre del 1978 l’esule dissidente bulgaro Georgi Mavkov stava aspettando l’autobus vicino al ponte di Waterloo a Londra quando sentì un lieve dolore alla coscia. Pensò alla puntura di un insetto, ma voltandosi vide un uomo con un ombrello che attraversava la strada e saliva su un taxi. Quattro giorni dopo Mavkov era morto, ucciso da una iniezione di ricina, un veleno i cui effetti si manifestano solo dopo una decina di ore. Mavkov era già scampato a due attentati attribuibili al servizio segreto bulgaro, che questa volta era stato probabilmente aiutato dai collegi del Kgb sovietico. Con i suoi scritti sarcastici, era diventato il nemico numero uno per Todor Zivkov, il segretario del partito comunista di Sofia. Si pensa che l’autore della puntura sia stato Francesco Gullino, un danese nato a Bra che sarebbe stato arruolato dai servizi bulgari. Ma forse l’MI6, anche in questo caso, sa qualcosa che noi non dobbiamo sapere.

LA FALSA LETTERA DI ZINOVIEV CHE AZZOPPÒ I LABURISTI

Nel 1924 Ramsey MacDonald, premier del primo governo laburista della storia britannica, rassegnò le dimissioni nelle mani di Giorgio V dopo una sconfitta parlamentare. Quattro giorni prima delle nuove elezioni, il Daily Mail pubblicò una lettera indirizzata al partito comunista britannico e firmata da Grigory Zinoviev, capo del Comintern sovietico, nella quale si auspicava che un nuovo governo laburista rendesse più strette le relazioni diplomatiche con Mosca, migliorasse le condizioni della classe operaia e contribuisse a diffondere la propaganda del leninismo in Inghilterra e nelle colonie. Due giorni dopo Zinoviev smentì di averla scritta, ma nessuno gli diede credito e le elezioni furono vinte dai Conservatori. Oggi si sospetta che la lettera sia stata scritta da Alexis Bellegarde, un esule russo monarchico che era stato ingaggiato come agente dal MI6, il servizio segreto britannico. Anche se è passato molto tempo, meglio non farlo sapere.

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