L’Eni offre miliardi e lavoro se la Lucania si beve i veleni

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di L.M.P.I

Dopo l’inchiesta della magistratura sul traffico di rifiuti pericolosi che ha portato alla chiusura del Cova per alcuni mesi e dopo il recente sversamento di idrocarburi da uno dei serbatoi del Centro Oli con tutte le polemiche sorte per il rischio di inquinamento di falde acquifere e delle acque del Pertusillo, quest’ultimo tutto da dimostrare, De Scalzi tira fuori la sua proposta.

Ecco cosa ha dichiarato l’amministratore delegato di Eni, Claudio De Scalzi: “In Val d’Agri si possono investire miliardi, raddoppiando o triplicando la forza lavoro” Ma, ecco la condizione che pone l’amministratore delegato di Eni, “serve un clima con la popolazione: investiremo se ci sarà un dialogo reale. Noi vogliamo investire, ma ci concentriamo per avere un maggiore consenso sul territorio. Se verrà trovato lo faremo».

Tra maggio e giugno si recherà lui stesso in Basilicata per verificare se è possibile stringere un patto “senza avere attacchi costanti” e poter lavorare in armonia. Ovvio, bisogna capire se per lavorare in “armonia” intende dire “lasciateci fare quel che ci pare, basta proteste per l’ambiente, le acque inquinate ecc. ecc. e in cambio diamo lavoro a più persone”. Se la sua idea di lavoro in armonia è questa, una sorte di ricatto in una terra dove il lavoro purtroppo manca, abbiamo buoni motivi per credere nel rifiuto della Lucania.

La mia parte intollerante

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