La fusione fredda: Quando il sistema non vi vuole indipendenti e autonomi

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di L.M.P.I

Il 23 marzo 1989 in una sala conferenze di Salt Lake City (Utah), ci fu con l’annuncio da parte di Fleischmann e Pons di essere riusciti nell’impresa di produrre energia attraverso processi nucleari a basse temperature, in pratica i due erano riusciti a ricreare in laboratorio le reazioni nucleari che alimentano il Sole, ma a temperature decisamente più basse. Nel Sole infatti gli atomi di idrogeno si fondono insieme a temperature di milioni di gradi. Un processo, la fusione, in grado di portare alla formazione di nuovi elementi con la liberazione di enormi quantità di energia. Fleischmann e Pons sostenevano di essere riusciti a riprodurre un sole in miniatura con una cella elettrolitica, ovvero un contenitore di vetro pieno di acqua pesante (vale a dire con l’isotopo deuterio al posto dell’atomo di idrogeno) in cui erano immersi due elettrodi. Facendo passare della corrente attraverso la cella, l’acqua si scomponeva nei suoi costituenti, questo processo forniva corrente elettrica costantemente.

Questa scoperta era in grado di risolvere i problemi legati all’utilizzo dei combustibili fossili, vista la possibilità di produrre energia a basso costo, senza rilasciare anidride carbonica e senza rischi per l’ambiente, e mettere fine anche ai disastri nucleari.

Dopo la notizia, lo scoop iniziale, tutti hanno iniziato a screditare i due scienziati, il mondo della scienza e non solo, ha addirittura etichettato il loro progetto come una bufala, i giornali scientifici si sono uniti nel comunicare che questo processo non era in realtà possibile. Così i due scienziati sono stati messi da parte, allontanati e messi a lavorare ai margini.

Bisogna però riflettere sul perché, anche la canapa ha subito un processo mediatico negli anni 50 per favorire i fossili e la dipendenza dall’autorità, non dimentichiamo questo particolare, una pianta dai mille usi è stata messa al bando per uno degli usi più ridicoli, per il bene e il profitto di pochi.

Pensiamo un attimo alle conseguenze economiche e sociali che una scoperta come questa, se replicabile, avrebbe sul sistema mondo. Milioni di lavatrici, lampadine, forni e frigoriferi attivi grazie a un sistema che non ha bisogno di petrolio o centrali idroelettriche. La domanda di fonti fossili potrebbe calare vertiginosamente, con un impatto non trascurabile sui grandi sistemi energetici globali. Che la paura di stravolgere gran parte della fisica del ventesimo secolo sia più forte di una possibile soluzione ai principali problemi del Pianeta?

 

Nonostante tutto questo c’è chi ha ripreso in mano il progetto, anzi sono in molti che oggi studiano questo processo, ovviamente per conto loro e non finanziati dai governi tolta qualche piccola eccezione. In Italia la materia si studia sotto diversi aspetti per esempio:

 

C’è anche il Dottor Rossi che si è distinto, infatti ha inventato, sfruttando la fusione fredda, il dispositivo chiamato E-Cat.

Con E-Cat per riscaldare la casa bastano 20 euro l’anno(così viene pubblicizzato).

Non credo si possa acquistare per il momento a causa di un contenzioso tra Rossi e la società incaricata della produzione, che a breve si risolverà, a quanto dicono le ultime notizie sul sito di Rossi.

E-Cat (Energy Catalyzer) è un sistema di riscaldamento domestico che produce energia sfruttando un procedimento di fusione fredda. Il procedimento utilizzato dal reattore inventato dall’italiano Andrea Rossi si chiama LENR e si basa sulla “reazione nucleare a bassa energia”. L’apparecchio grazie al nichel e all’idrogeno che è disponibile sulla Terra in abbondanza e a prezzi irrisori: con un solo grammo di polvere si può produrre circa 23.000 megawatt all’ora in grado di riscaldare un ambiente in pochissimo tempo, tanto che il sistema può essere spento dopo appena 30 o 60 minuti dall’attivazione. Il 25 agosto 2015, l’Ufficio Brevetti degli Stati Uniti ha assegnato a Rossi un brevetto per il suo sistema made in Italy, chiamato Effetto Rossi, che funziona a fusione fredda e che rappresenta già una sorta di rivoluzione nel campo delle energie pulite. “Un piccolo reattore cilindrico (di dimensioni 20 cm x 5cm) è in grado di produrre in uscita molti kW per un lungo periodo di tempo (mesi) al costo del carburante trascurabile”, “Questa tecnologia è rivoluzionaria e le implicazioni sono enormi. Si definirà la nuova era della produzione di energia che renderà i combustibili fossili obsoleti in quanto LENR è a buon mercato e 100% ecologico”.

 

Notizia di questi giorni, anche la Nissan investe in questo progetto ispirata dal dottor Rossi.

Nel corso della 17 Conferenza sulla Fusione Fredda organizzata dalla Japan CF-Research Society ed in corso in questi giorni presso il National Institute of Technology (Tokyo College), la Nissan presenta anche una ricerca ispirata dal lavoro di Andrea Rossi.

Il titolo della presentazione preparata dai ricercatori della Nissan M. Nakamura, M. Uchimura, H. Takahashi, S. Sumitomo e’ “Anomalous Excess Heat Generation by the Interaction between Nanostructured Pd/Ni surface and D2/H2 gas”. La ricerca verte sull’eccesso di produzione di calore prodotto facendo reagire nichel ed idrogeno. Vi ricorda qualcosa? L’E-Cat di Andrea Rossi, proprio cosi’.

Ed infatti i ricercatori non mancano di citare Rossi, usando queste parole: “In 2010, A. Rossi reported E-cat, Energy Catalyzer. This equipment can generate heat energy from Ni and H2 reaction and the energy is larger than input one. This experiment was replicated by A Parkhomov but the reaction mechanism has NOT been clarified [1-2]. If we can use this heat energy as a heater application into EV, the problem of short mileage caused by using heater will be solved, the EV with this equipment will be a candidate for customers who have a sense of dissatisfaction that they should charge very often.”

Fine ultimo di questo studio portato avanti dai ricercatori della Nissan e’ quello di risolvere il problema della durata della batteria delle auto elettriche, e proprio la fusione fredda potrebbe essere la risposta giusta a questo problema. Ovviamente e’ ancora prematuro affermare che la questione e’ stata felicemente risolta, ma vedere che un’azienda importante come la Nissan investe nel campo e’ indubbiamente un indice positivo.

 

Buffo non trovate? Due scienziati a fine anni 80 etichettati come bufalari quasi pazzi, lo stesso Dottor Rossi all’inizio non era creduto, e oggi anche la Nissan investe nella Fusione Fredda, tranquilli il sistema (piramidale) vuole il vostro bene, non esercitare il potere su di voi grazie al denaro, petrolio e alla dipendenza dai loro monopoli….nel mondo dei sogni forse.

La mia parte intollerante

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