Euro: quando l’usuraio fa qualcosa c’è sempre il perché.

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Quando l’usuraio fa qualcosa c’è sempre il perché. Tutti hanno capito, per esperienza quotidianamente sofferta, che l’euro è una moneta scomoda. Solo pochi hanno capito il vero perché. La grande opinione pubblica crede che si tratti di una ineluttabile necessità collegata alla sostituzione della vecchia con la nuova moneta. E una falsa convinzione perché i numeri sono, in questo caso, liberamente programmabili. Come al solito le cose più difficili ad osservare sono le cose ovvie, come i baffi, che non si vedono perché stanno sotto il naso. Il portatore dell’euro è come il portatore del baffo. Infatti, la scomodità dell’euro costituisce un incentivo ad utilizzare carte di credito o bancomat con cui si sostituisce all’argent de poche, cioè alla moneta delle proprie tasche, la moneta di banca.

Con bancomat la nostra tasca si trasforma in una vera e propria agenzia bancaria su cui vengono computati i costi per i relativi servizi di deposito e di prelievo. La banca, in tal modo, fa uso delle nostre tasche come se fosse la sede di una propria agenzia, senza pagare l’affitto ed acquista il controllo su una ulteriore liquidità altrimenti irraggiungibile. L’euro è come il numero della bestia, di cui parla l’Apocalisse, che sta sulla fronte e sulla mano e che serve per comprare e vendere Aggiunge al debito non dovuto della moneta corrente l’ulteriore danno della schiavitù spontanea verso la grande usura.

Giacinto Auriti – Il paese dell’utopia – Editore Solfanelli

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