Dopo l’imbarazzante silenzio sul massacro a Gaza, Roberto Saviano torna a parlare di Siria in questo modo

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Dopo giorni di sospettoso silenzio visto la prolissità consueta, Roberto Saviano torna a parlare di politica estera attraverso i suoi canali social. Avrà denunciato la mattanza del regime israeliano contro il popolo palestinese di due venerdì fa anche se ingiustificato e tremendo ritardo? Vi domanderete in tanti.

Avrà lanciato una di quelle campagne che solo lui sa inventare per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle nuovi morti per la ferocia di Tel Aviv due giorni fa sempre a Gaza? Vi continuerete a domandare.

O forse avrà lanciato un hastag per il giornalista palestinese assassinato dal regime israeliano mentre riprendeva la mattanza? Il suo nome era Yasir Murtaja.

Non fatevi illusioni. Il silenzio imbarazzante su Gaza dell’icona delle guerre umanitarie non viene rotto. Saviano torna però a fare nuovamente da megafono alll’Osservatorio siriano dei diritti umani per denunciare il nuovo (il decimo?) presunto attacco chimico di Assad contro il suo popolo per provare a giustificare una nuova “invasione umanitaria” dei “buoni” (Nato).

La storia è nota a tutti coloro che hanno scelto di informarsi sulle vicende siriane: ogni volta che l’esercito siriano si appresta a liberare una porzione importante del suo territorio, i jihadisti – noti come “ribelli moderati” per gli stupri semantici recenti della filologia mediatica occidentale – tirano fuori il solito leit motiv. Sull’attendibilità dell’Osservatorio siriano dei diritti umani non aggiungiamo altro per non offendere ulteriormente la vostra intelligenza. Sulla decina di altri tentativi di presunti “attacchi chimici di Assad” rivelatisi bufale clamorose vi rimandiamo a questo.

E’ ormai noto a tutti come gli stessi che piangevano per Aleppo, Idlib, Ghouta e allo stesso tempo rilanciavano le menzogne dei “ribelli” per impedire la liberazione di quei territori dai jihadisti, non vi hanno mostrato mai le reazioni del popolo siriano una volta liberato il loro territorio, le loro case dai terroristi. Non vi hanno mai mostrato il dopo. La guerra di liberazione dell’esercito siriano con il supporto della Russia e dei suoi alleati regionali, Iran e Hezbollah libanesi in primis, si sta concludendo. La sconfitta per l’Asse del Male – Usa, Ue, Nato del Golfo – è storica. Ma grazie all’arma più potente che dispongono, le corporazioni della disinformazione, sono disposte a tutto. A tutto, anche all’ennesima menzogna per giustificare altri morti, altro sangue, altri profughi, proprio mentre la Siria inizia a vedere la luce.

Dopo Jugoslavia, Iraq, Afghianistan, Libia e sei anni di terrorismo contro il popolo siriano una domanda affiora inevitabilmente: è solo morte, sangue e profughi quello che cercano questi signori o c’è anche qualcosa di altro che al momento sfugge?

Fonte L’Antidiplomatico

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