Documenti trapelati: FBI sui legami tra mafia, massoneria e Vaticano nell’assassinio Calvi

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di L.M.P.I

I documenti dell’FBI desecretati  recentemente e pubblicati da Muckrock, dimostrano che l’FBI stava indagando sui legami tra il Vaticano, la massoneria e la mafia. L’indagine ha coinvolto il complotto per l’assassinio di un funzionario del Vaticano, Roberto Calvi. Calvi era finito nel mezzo di una cospirazione profonda che coinvolgeva grandi somme di denaro e operazioni terroristiche. Ironia della sorte, la CIA era profondamente coinvolta in questa rete criminale, il che dimostra che quando si tratta di operazioni clandestine, agenzie come la CIA e l’FBI non collaborano tra loro, mentre una collabora in un’operazione criminale, l’altra agenzia non ha idea del loro coinvolgimento. Naturalmente, la CIA non è stata menzionata in questi documenti, ma molti ricercatori nel corso degli anni hanno dimostrato che la CIA, il Vaticano, i massoni, e la mafia sono stati coinvolti in un programma chiamato “Operazione Gladio”.

L’operazione Gladio era un programma di guerra fredda in cui la comunità di intelligence degli Stati Uniti ha collaborato con questi gruppi, al fine di fermare l’espansione dell’Unione Sovietica attraverso la realizzazione di attacchi terroristici in punti chiave della contesa tra Stati Uniti e sovietici. Al fine di finanziare le operazioni, la CIA ha permesso alla mafia  di stabilire un traffico di droga nei mercati degli Stati Uniti, ma ha limitato le vendite alle povere comunità afro-americane.

Uno dei ruoli chiave che il Vaticano ha giocato in questa coalizione è stato quello di riciclare il denaro attraverso le loro banche, soprattutto il Banco Ambrosiano, una banca italiana, di cui Roberto Calvi era il presidente. Il Vaticano ha riciclato denaro attraverso molteplici banche e banchieri per decenni. Tuttavia, questi crimini sono finiti sotto processo con il Banco Ambrosiano e Roberto Calvi. Alla fine, quando l’FBI stava indagando su un ramo della mafia conosciuto come “Cosa Nostra” nel 1981, si sono imbattuti in una connessione a Calvi, come indicato nel documento ora declassificato sotto.

Nel giro di un anno da questo rapporto, le autorità italiane avevano accusato e condannato Calvi in ​​relazione ai suoi crimini finanziari, ma Roberto chiese la riapertura in appello.

Durante il suo appello, Calvi non fu imprigionato, ma in attesa del suo prossimo processo, fu trovato morto, appeso al Ponte di Black Friar sopra il Tamigi. L’FBI ha documentato l’uccisione anche se non era arrivato a nessuna conclusione definitiva, scrivendo che Calvi forse era stato ucciso per paura, Roberto era a conoscenza di troppi dettagli e avrebbe potuto raccontare tutto alle autorità. A rendere le cose ancor più sospette, fu l’episodio avvenuto pochi giorni prima della morte di Calvi, la sua segretaria fu ritrovata morta dopo “una caduta” dalla finestra, un fatto che è stato notato anche da parte dell’FBI.

La mia parte intollerante

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