Anonymous ha buttato giù un quinto della Pedopornografia sul Dark Web 

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di L.M.P.I

Il Dark Web è la rete criptata che e si accede tramite il server Tor, è l’unica rete che protegge l’identità dell’utente e non osserva le loro attività su Internet, aiuta gli utenti di Internet a mantenere la loro privacy online – soprattutto quando sono osservati da terzi.

Dal momento che la maggior parte del Dark Web è un paradiso per i mercati della droga, armi, sesso, pedofilia ecc. ecc. che fanno ne uso per nascondere la loro posizione e ad esercitare il loro commercio illegale, diventa difficile per le forze dell’ordine smascherare i criminali in cerca di riparo nell’ombra.

Nel tentativo di scoprire i creatori, possessori, e gli abbonati dei suoi siti di pornografia infantile, un gruppo di hacker ha violato la Freedom Hosting II, la più grande serie di siti web accessibili solo attraverso Tor, riuscendo a mettere fuori gioco ben 10.613 siti web pedopornografici.

Gli hacktivisti anonimi hanno rivendicato che oltre il 50% dei dati memorizzati sulla Freedom Hosting II, contenevano materiale pedopornografico. Il Times International Business ha riferito che gli hacker hanno rubato 75 GB di file e 2,6 GB di dati.

Freedom Hosting II ospitava circa dal 15% al ​​20% di tutti i siti sul Dark web. Ciò significa che l’hackeraggio ha preso giù quasi un quinto del Dark Web. “Un duro colpo” secondo Sarah Jamie Lewis, studiosa del fenomeno Dark Web, poiché la piattaforma ospitava anche centinaia di blog politici e forum, presto dunque potrebbe scomparire un bel poi di libertà di parola.

La mia parte intollerante

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