Accusano la Russia, ma gli Usa hanno interferito in 81 elezioni nel mondo, 5 in Italia

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di L.M.P.I

Mentre la macchina propagandistica degli Stati Uniti scaglia accuse circa l’interferenza Russa nelle ultime elezioni che hanno visto Trump presidente, vale la pena ricordare agli Stati Uniti che per ora, loro sono gli unici professionisti nell’interferire con le elezioni estere con tanto di prove e ammissioni.

Per mesi, i media mainstream hanno mosso accuse verso la Russia e presunte (mai provate) interferenze elettorali, accuse mosse in primis dalla politica sconfitta, desiderosa di puntare il dito per la vittoria mai accettata di Trump.

Il titolo mondiale, la “medaglia d’oro” dell’andare a casa altrui a sabotare la democrazia però, spetta proprio agli accusatori, per ora sono trapelati e provati 81 casi.

Il ricercatore Dov Levin dell’Istituto della Carnegie Mellon University per la politica e la strategia – un esperto sul tema a portata di mano – ha discusso la lista lunga, ma incompleta di tutte le volte che il governo degli Stati Uniti ha interferito nelle elezioni con le altre nazioni.

Alla richiesta di esempi in cui tale manomissione risulti tangibile, Levin ha dichiarato:

“Un esempio è stato il nostro intervento in Serbia, Jugoslavia nelle elezioni del 2000. Slobodan Milosevic è stato in corsa per la rielezione, ma non volevamo lui di nuovo al potere per la sua tendenza a sconvolgere i Balcani e le sue violazioni dei diritti umani”.

“Quindi siamo intervenuti in vari modi per il candidato dell’opposizione, Vojislav Kostunica. Abbiamo dato finanziamenti per l’opposizione, abbiamo dato loro la formazione e una campagna in aiuto. Secondo la mia stima, l’assistenza è stata fondamentale per la vittoria  dell’opposizione“.

In Italia e in Giappone, sempre secondo Devin, gli Usa avrebbero cercato di intervenire in quattro o più elezioni. Questi tentativi avverrebbero o mediante agenti sotto copertura della CIA o, come avvenuto in occasione delle elezioni in Nicaragua, mettendo in circolo informazioni riservate allo scopo di danneggiare i marxisti sandinisti e capovolgere così il risultato delle elezioni. Sempre per quanto riguarda l’Italia, nel 1960, pochi mesi prima dell’ingresso du John Kennedy alla Casa Bianca, un documento del Consiglio di sicurezza nazionale sosteneva che, indipendentemente dal fatto che i comunisti prendessero il potere in Italia con mezzi legali o illegali, gli Stati Uniti dovevano tenersi pronti ad intervenire militarmente anche unilateralmente se necessario, per dare aiuto a quegli “elementi italiani che stanno cercando di prevenire o rovesciare il dominio comunista”.

Per quanto ipocritamente i politici americani piangono fallo sui russi, sarebbe doveroso riflettere sulle appiccicose impronte imperialiste lasciate dagli Stati Uniti in tutto il mondo.

La mia parte intollerante

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